E la massima di oggi è...
Grimorium Nigrum - grammatica delle Anime
... Disprezza tutti quelli che calcolano il prezzo delle cose senza capirne il valore

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PARLIAMO D’AMORE…

I DUE ESTREMI DEL NON-AMORE:

Primo estremo

Secondo estremo

L’INNAMORAMENTO

L’Innamoramento è (in un certo senso) sopra-naturale

L’Innamoramento t’amplifica

L’Innamoramento è un demone

L’Innamoramento è (in buona parte) casuale

L’Innamoramento è (in buona parte) irrazionale

L’Innamoramento non va scambiato con l’intesa sessuale

L’Innamoramento proietta qualcosa di te su un altro

Se l’Innamoramento è proiezione di qualcosa di te su un altro, non è Amore Completo

L’AMORE COMPLETO:

L’Amore vero si riconosce davanti al Dolore

L’Amore “sincronizza” – nel Piacere e nel Dolore

L’Amore è realista

L’Amore è falsificazionista ed ingordo di Perfezione

Amore Bianco e Amore Nero

APPENDICE – PUOI FAR INNAMORARE QUALCUNO DI TE?

CONCLUSIONI - I Paradossi dell’Arte

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AMORE BIANCO E AMORE NERO

A volte l’Amore costruisce e
A volte l’Amore distrugge e
Più spesso costruisce/distrugge.

Non so se l’Amore-Che-Costruisce (io lo chiamo Amore Bianco) esista allo stato puro: moltissimi ci credono, credono d’arrivarci, e secondo loro è questo lo stato idilliaco dell’Amore. Secondo me, però, quando credono che l’Amore Vero costruisca soltanto, continuano a rifugiarsi dietro illusioni da innamoratini.

Certo, l’Amore costruisce, eccome!: costruisce famiglie, costruisce figli, costruisce l’anima stessa di chi ama. E certamente l’Amore ha le sue “fasi bianche”, in cui i due Amanti si concentrano sul costruire qualcosa insieme, gioiosamente.

Per modellare una stupenda statua
Devi spaccare il marmo a martellate!

Ma più spesso, poiché la natura umana continua a trascinarsi pigra, vile, limitata!, la Gioia si appiattisce nella Tranquillità; la Tranquillità s’appiattisce nell’Abitudine; l’Abitudine s’appiattisce nella Noia; e l’Intesa fra gli Amanti s’appanna.

È allora che l’Amore Vero si arma di frusta come un antico Genitore severo, e sprona gli Amanti a muovere il culo, a ROMPERE i loro schemi e gusci, a RISCHIARE!

Che compagna vorrebbe avere

Vorrei avere una compagna tale
che per un nulla a litigare inizi e
non s'affanni a parlar da 'brava bimba',
bella, spudorata, mano audace
e che le frustate regga e ricambi
e, battuta, nei baci si rifugi.
Se infatti non avesse 'sti costumi
- casta, moderata, con pudore -
ho orrore a dirlo!, sarebbe una moglie.

Ausonio, Carm. LXXXIX

QVALEM VELIT HABERE AMICAM.
Sit mihi talis amica velim,
iurgia quae temere incipiat
nec studeat quasi casta loqui,
pulchra procax, petulante manu,
et verbera quae ferat et regerat
caesaque ad oscula confugiat.
nam nisi moribus his fuerit,
casta modesta pudenter agens,
dicere abominor, uxor erit.

Così vedess'io lui [Amore] fender per mezzo
Lo core a la crudele che 'l mio squatra [=squarta];
Poi non mi sarebb'atra [=scura]
La morte, ov'io per sua bellezza corro:
Ché tanto dà nel sol quanto nel rezzo [=ombra]
Questa scherana [=brigante] micidiale e latra [=ladra].
Omè, perché non latra
Per me, com'io per lei, nel caldo borro [=fosso pieno di melma e scarichi :p ]?
Ché tosto griderei: "Io vi soccorro";
E fare'l volentier, sì come quelli
Che nei biondi capelli
Ch'Amor per consumarmi increspa e dora
Metterei mano, e piacere'le allora.

         S'io avessi le belle trecce prese,
Che fatte son per me scudiscio e ferza [=frusta],
Pigliandole anzi [=prima di] terza [=ora terza, mezza mattina],
Con esse passerei vespero e squille [=sera e notte]:
E non sarei pietoso né cortese,
Anzi farei com'orso quando scherza;
E se Amor me ne sferza,
Io mi vendicherei di più di mille.
Ancor ne li occhi, ond'escon le faville
Che m'infiammano il cor, ch'io porto anciso [=ucciso],
Guarderei presso e fiso [=fisso],
Per vendicar lo fuggir che mi face;
E poi le renderei con amor pace.

Dante Alighieri, Rima 46 (CIII)

-Lo sai che tu sei la mia unica puttana -
(lei gli molla un cazzotto!)
-… Troia -
(lei gli molla un altro cazzotto!!)
-… Signora?

Sacha Baron Cohen, Ali G

L’ingordigia stessa dell’Amore esige questo.
Amanti coraggiosi e fieri si fronteggiano e si schiaffeggiano selvaggiamente a colpi di realtà:

s’insultano “-Sei un miserabile coglione –E tu sei una stupida puttana!”, si frustano con schiaffi e con silenzi!!, disincrostando progressivamente gli ingranaggi dentati del loro Amore dalle polveri e dalle scorie, riscaldando e rinvigorendo i muscoli in vista del fatale istante in cui si azzanneranno, e si avvinghieranno!, Attori e Testimoni d’una cruenta Rinascita!

E infine, raramente, alcuni amanti si spingono molto (forse TROPPO?) oltre.

Alcuni Amanti non aspettano la Noia per infliggersi tormenti simili. Alcuni Amanti sono talmente ingordi che non possono mai smettere di raffinarsi con supplizi continui. Cercano continuamente conferma di nuovi orizzonti del loro Amore in un DOLORE sapientemente inflitto e condiviso. Senza mai arrendersi totalmente l’uno all’altro, si provocano, si pungolano, si aizzano malignamente. Esasperati dall’idea di non godere mai abbastanza della reciproca pienezza, lambiscono il sogno d’annientarsi a vicenda in una deflagrazione cosmica, perché sentono il mondo intero troppo stretto per loro.

Sublime e terribile il Destino di coloro che portano il marchio di quest’Amore – del puro Amore Nero, dell’Amore-Che-Distrugge.

In questo stato l’amore diventa spesso follia, se il suo impeto non è frenato da una straordinaria prudenza e da una pari costanza. In questo stato sorgono spesso liti fra gli amanti: essi attaccano spesso brighe e, quando mancano reali motivi di ostilità, ne inventano di fittizi e spesso di inverosimili. In questo stato l’amore si trasforma spesso in odio, dato che nulla può soddisfare il reciproco desiderio. Da qui accade quel che spesso abbiamo visto in alcuni: quanto più ardentemente sembravano amarsi prima, con tanto più violento odio si perseguitano dopo. Anzi, cosa ancora più stupefacente, spesso nello stesso e identico momento si odiano in maniera tale da continuare tuttavia a bruciare di desiderio e si amano in maniera tale da continuare ugualmente a perseguitarsi con odio. Pertanto, amando odiano e odiando amano, e in modo mirabile - anzi, miserabile - l’odio cresce dal desiderio e il desiderio dall’odio. «E il fuoco e la grandine mescolati si abbattono su di loro» [Es., 9.24]: né la vampa del desiderio può sciogliere il gelo dell’odio, né la grandine della repulsione può spegnere il fuoco dell’ardente concupiscenza. Ma oltre ogni misura, anzi contro ogni legge di natura, il fuoco si ravviva nell’acqua, perché l’incendio dell’amore divampa per effetto del reciproco antagonismo più di quanto non possa rafforzarsi per effetto della reciproca concordia.

Riccardo di S. Vittore († 1173), De IV gradibus violentae caritatis 16
In hoc statu amor saepe quasi in insaniam uertitur, nisi mira prudentia parique constantia eius impetus refrenetur. In hoc statu inter amantes saepe irae surgunt, saepe rixas committunt, et cum uerae inimicitiarum causae non suppetunt, falsas et saepe nec uerisimiles fingunt. In hoc statu amor saepe in odium transit, dum mutuo desiderio nihil satisfacere possit. Hinc fit illud quod saepe in quibusdam uidimus, ut quo se prius ardentius diligere uidebantur, eo se postmodum uehementiori odio persequerentur. Immo, quod magis mirum est, saepe sub uno eodemque tempore sic odiunt ut tamen per desiderium aestuare non desinant et sic diligunt ut tamen uelut ex odio persequi non desistant. Diligendo itaque odiunt et odiendo diligunt, et modo mirabili, immo miserabili, crescit ex desiderio odium et ex odio desiderium. Et «ignis et grando mixta pariter feruntur» dum nec aestus desiderii odii gelu possit dissoluere, nec detestationis grando concupiscentiae ardentis ignem possit exstinguere. Supra modum autem, immo supra naturam ignis conualescit in aqua quia amoris incendium magis exaestuat ex alterutra contradictione quam inualescere posset ex mutua pace.

Una volta fu chiesto davanti a me in cosa consistesse il più grande piacere dell’amore. Qualcuno rispose naturalmente; -Nel ricevere-, ed un altro: -Nel donarsi-.
L’uno dice: Piacere d’orgoglio! - e l’altro: Voluttà d’umiltà! Tutto quel volgo parlava come l’Imitazione di Cristo. - Infine capitò un impudente utopista che affermò che il più grande piacere dell’amore era di formare dei cittadini per la patria.

Ma io dico: la voluttà unica e suprema dell’amore sta nella certezza di fare il male. - E l’uomo e la donna sanno dalla nascita che nel male si trova ogni voluttà.

Baudelaire, Fusées

Une fois il fut demandé devant moi en quoi consistait le plus grand plaisir de l’amour. Quelqu’un répondit naturellement: à recevoir, – et un autre: à se donner.
   – Celui-ci dit: plaisir d’orgueil! – et celui-là: volupté d’humilité! Tous ces orduriers parlaient comme l’Imitation de Jésus-Christ. – Enfin il se trouva un impudent utopiste qui affirma que le plus grand plaisir de l’amour était de former des citoyens pour la patrie.
   
   Moi je dis: la volupté unique et suprême de l’amour gît dans la certitude de faire le mal. – Et l’homme et la femme savent de naissance que dans le mal se trouve tout volupté.

-Tu tienilo in trappola […]
-Di quale trappola stai parlando?… Del mio corpo? Non hai capito niente. Quell’uomo conosce il gioco delle parti molto meglio di voi. Lui non si limita a penetrare nel mio corpo… s’insinua fino al mio cuore come un serpente velenoso in cerca di una preda - insaziabile. Io lo accolgo come una schiava che accetta il suo destino - e faccio ogni sforzo per recitare il ruolo che mi spetta, per raggiungere anch’io il suo cuore… Ogni volta… mi trafigge fino a farmi sanguinare - urlare: è questo che lo appaga… è la sola equazione che riesce a farlo sentire vivo. E nell’Oscurità… diventa ad un tempo carnefice e vittima -
-Smettila! Ne ho abbastanza -
-Allora mi sforzo di… di stuzzicare i suoi più bassi istinti nella speranza che perda il controllo, e invece - sono io che lo perdo mentre lui mi comanda a bacchetta -
-Basta, ho detto!
-E quando alla fine esplode dentro di me mi aspetto che voi… facciate irruzione nella stanza e lo uccidiate con un colpo di pistola alla fronte, e il suo sangue, il suo cervello mi schizzino addosso!!!
-SMETTILA!!!

Ang Lee, Lussuria

Siamo stati troppo avidi, baby... nient’altro.

Luna di Fiele

Qualcuno potrebbe giudicare: “Una relazione così perversa e maligna non può essere Vero Amore!”.

Beh, forse costoro fanno bene a giudicare “perverso” quest’Amore. Ma in fondo quale Amore, in quanto “sopra-naturale”, non è perverso?

E forse fanno bene persino a giudicarlo “maligno”. Io stesso esito a giustificare una simile carneficina, anche se voluta di comune accordo.
Ma giudicarlo “non vero”? Questo è un altro “paio di palle”. Puoi considerare “non vera” una Forza che ti ribolle dentro a tal punto da non concederti altra scelta, una Forza che ti urla dentro a squarciagola: “La tua Eternità passa attraverso questo Destino!”?

Forse l’Amore Nero richiede solo d’essere affrontato a testa alta, cavalcato, indirizzato.

Ma non ne ho ancora certezza, perché tutti quei pochi, conosciuti da me, che ne sono stati Maledetti

  • o si sono sbarazzati dell’Amore Nero prima che fosse troppo tardi, e spesso pagando il carissimo prezzo di castrarsi l’anima con le droghe e distrazioni spacciate dalla nostra Civiltà,
  • o si sono portati i Segreti dell’Amore Nero nella tomba.

Forse un giorno saprò dirvi di più. Per adesso mi concedo solo una sciocca moralina citata da quel monellaccio di Nietzsche:

Ma anche il vostro amore migliore è solo un’estatica similitudine e un doloroso ardere. È una fiaccola che deve guidarvi su più alti cammini.

Al di sopra di voi stessi dovrete amare! Solo così imparate ad amare! E perciò dovete bere l’amaro calice del vostro amore.

Nietzsche, Così parlò Zarathustra, I, Del figlio e del matrimonio

Aber auch noch eure beste Liebe ist nur ein verzücktes Gleichnis und eine schmerzhafte Glut. Eine Fackel ist sie, die euch zu höheren Wegen leuchten soll.

Über euch hinaus sollt ihr einst lieben! So lernt erst lieben! Und darum mußtet ihr den bittern Kelch eurer Liebe trinken.

Nietzsche, Also sprach Zarathustra, I, Von Kind und Ehe

Questa (credetemi: ve lo dice qualcuno che ha già assaggiato un sacco di alternative :)) è forse la nostra unica, minuscola, autentica possibilità d’essere felici.