L’AMORE “SINCRONIZZA” – NEL PIACERE E NEL DOLORE
tu inizi una frase e lui/lei la termina, |
Due Amanti perfettamente sincronizzati possono addirittura riuscire
a comunicare tra loro senza parlare. |
Voglio farvene assaggiare un esempio antichissimo (2800 anni fa!) e d’intensità forse mai superata:
È un dialogo: nel riquadro sopra, parla lei. Nel riquadro sotto, risponde lui. Ora, per favore, dimenticate che questi Amanti vivevano in una cultura in cui l’uomo faceva la guerra e la donna faceva la calza (questo non piace nemmeno a me!): non è ciò che c’interessa. |
Potrei farvi notare tante cose di questo dialogo. Potrei spiegarvi cos’è la “civiltà di vergogna” a cui lui accenna. Potrei parlarvi della tragica grandezza di chi, nonostante tutto, va incontro al suo Destino. Potrei stupirvi con effetti speciali e colori ultravivaci -_-‘. MA PER ORA Vi basterà guardare l’ordine e la somiglianza delle parole evidenziate!: se ci fate caso, si rispecchiano (in retorica si dice: fanno chiasmo). Le parole di lui (Ettore) fanno eco alle parole di lei (Andromaca), in un crescendo (in retorica si dice: climax) di tremenda intensità. |
| Andromaca gli stava vicino [ad Ettore] lacrima versando; allora gli strinse la mano - parola disse - proclamò: “Mio signore, la tua energia ti consumerà; e non hai pietà Del figlio piccino e di me disgraziata che forse vedova Di te sarò. Forse infatti t’uccideranno gli Achei, Tutti a te addosso; ma per me meglio sarebbe, di te privata, finir sottoterra: infatti non più altro sollievo ci sarà qualora TU al destino andassi incontro, solo tormenti; e non ho padre né signora madre […]; Ettore, invero tu mi sei padre e signora madre E fratello, tu a me fiorente consorte: ah!, abbi ora pietà e qui resta sulla torre, non rendere il figlio orfano e vedova la donna; ferma l’esercito presso il caprifico, dove più attaccabile è la città e varcabile risultava il muro: tre volte infatti, là giunti, tentarono i migliori [Achei] […]: - Forse li ha informati uno che oracoli bene conosce - Forse, anzi, il loro spirito li spinge e comanda.” (Omero, Iliade VI 405-439) |
Ἀνδρομάχη
δέ οἱ ἄγχι
παρίστατο
δάκρυ χέουσα, |
| Le replicò il grande elmo-brillante Ettore: “Invero anche a me tutto ciò sta a cuore, donna; ma assai terribilmente Mi vergognerei dinanzi a Troiani e Troiane lunghi-pepli Se come un vile mi tenessi lontano dalla guerra; né me lo spirito comanda, dato che ho appreso ad esser valoroso sempre e coi primi fra i Troiani a combattere arricchendo la grande gloria di (mio) padre e mia. Bene infatti io ciò conosco in cuore e mente: sarà giorno in cui ad un certo punto finirà in rovina Ilio sacra, e Priamo, e la gente del buon-giavellotto Priamo. Ma a me non tanto dei Troiani sta a cuore il dolore futuro Né di [mia madre] stessa Ecuba, né di [mio padre] Priamo signore Né dei fratelli, per quanto in molti e valorosi Nelle ceneri cadano, sotto uomini ostili - Quanto di te!, qualora uno degli Achei maglia-di-bronzo Piangente ti conduca dal libero giorno lontano; […]; e per te ancora rinnovato sarà il dolore D’esser priva dell’uomo che poteva difenderti dallo schiavo giorno. Ma me, ormai morto, la terra versata del tutto ricopra Prima, prima che io senta d’un tuo grido, di violenza a te inflitta. (Omero, Iliade VI 440-465) |
Τὴν
δ' αὖτε
προσέειπε
μέγας
κορυθαίολος Ἕκτωρ·
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Questa!, cazzo, è Sincronizzazione fra Amanti - mica le stronzatine tipo “ti amo - ti amo - baubau - miciomicio - taffetà - taffetà, tesoro” (e se non capite quest’ultima battuta, andate a guardarvi Frankenstein Junior :))
Commosso al contatto di quelle voluttà che somigliavano a dei ricordi, intenerito al pensiero d'un passato male impiegato, di tante colpe, di liti, di tante cose da nascondersi reciprocamente, lui si mise a piangere; e le sue lacrime calde colarono, nelle tenebre, sulla spalla nuda della sua cara e sempre attraente amante. Lei trasalì, si sentì, anche lei, intenerita e turbata. Le tenebre rassicuravano la sua vanità ed il suo dandysmo di donna fredda. Questi due esseri decaduti, ma sofferenti ancora del loro residuo di nobiltà, s'intrecciarono spontaneamente, confondendo, nella pioggia delle loro lacrime e dei loro baci, le tristezze del loro passato con le loro speranze assai incerte d'avvenire. È presumibile che mai, per loro, la voluttà fu così dolce come in questa notte di malinconia e di carità; — voluttà saturata di dolore e di rimorsi. Baudelaire, Fusées |
Ému au contact de ces voluptés qui ressemblaient à des souvenirs, attendri par la pensée d'un passé mal rempli, de tant de fautes, de tant de querelles, de tant de choses à se cacher réciproquement, il se mit à pleurer; et ses larmes chaudes coulèrent, dans les ténèbres, sur l'épaule nue de sa chère et toujours attirante maîtresse. Elle tressaillit, elle se sentit, elle aussi, attendrie et remuée. Les ténèbres rassuraient sa vanité et son dandysme de femme froide. Ces deux êtres déchus, mais souffrant encore de leur reste de noblesse, s'enlacèrent spontanément, confondant, dans la pluie de leurs larmes et de leurs baisers, les tristesses de leur passé avec leurs espérances bien incertaines d'avenir. Il est présumable que jamais, pour eux, la volupté ne fut si douce que dans cette nuit de mélancolie et de charité; — volupté saturée de douleur et de remords. A travers la noirceur de la nuit, il avait regardé derrière lui dans les années profondes, puis il s'était jeté dans les bras de sa coupable amie, pour y retrouver le pardon qu'il lui accordait. |
E ciò che è più bello e terrificante è il contenuto della comunicazione tra Amanti sincronizzati.
Ogni giorno, con precisione chirurgica, i due Amanti si assegnano
ruoli e responsabilità. E quando uno dei due amanti sta male, lo stesso identico dolore crocifigge carne ed anima dell’altro. |
Il supremo ed assurdo Piacere dell’Amore è proprio questo: intendersi a tal punto da condividere il Dolore. Ciò rende l’Amore infinitamente superiore all’Innamoramento. |
Attenzione!: non sto parlando
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Io parlo di Qualcosa che è infinitamente più nobile, santo, fatale. |


